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Sindacati e negozi aperti la domenica «Confermato sciopero delle commesse»

ORARI E COMMESSE. Sindacati compatti contro la grande distribuzione , confermata l'astensione di 8 ore del 29 gennaio. Presìdi e bandiere davanti ad “Auchan”. Marin ( Cgil): «Liberalizzazione senza regole, non risolve nulla»


Vicenza. 
Se domenica scorsa è passata solo con polemiche, mugugni e proteste. Ora Cgil, Cisl e Uil fanno sul serio: i negozi aperti in maniera indiscriminata, soprattutto la grande distribuzione, tutte le domeniche in barba alla legge regionale superata dal decreto “salva Italia ” di Monti, solleva questioni importanti sulle quali i rappresentanti sindacali non hanno alcuna intenzione di cedere. Lo sciopero delle commesse è proclamato per domenica 29 con presidio in città davanti ad “Auchan” che, peraltro, ha già manifestato l'intenzione di tenere aperto tutti i giorni festivi (ci sono già i cartelli esposti) in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale dopo il ricorso della Regione. E così sarà a Thiene, all'iper Carrefour dalle 8.30 alle 12. ADDETTI. Gli addetti al terziario nel Vicentino sono oltre 25 mila: di questi più di 12 mila sono impiegati nei supermercati. Tra loro l'87 per cento è rappresentato da donne, che, nella maggior parte dei casi, hanno figli, che difficilmente riescono a gestire anche la domenica. «Non ci sono servizi - spiega Grazia Chisin della Uil-Tucs - senza dimenticare che dobbiamo preservare i valori fondanti della nostra società per non trasformare i cittadini in meri consumatori». 

 L'APPELLO. «Non possiamo che chiedere ai cittadini di boicottare gli acquisti domenica, sarebbe un segnale importante - sottolinea Umberto Marin della Filcams-Cgil - La legge nazionale che liberalizza gli orari e le aperture domenicali è un inganno per i consumatori e una mortificazione per i lavoratori. Lo è ancor più la forzatura della grande distribuzione di aprire tutte le domeniche, liberalizzando gli orari di apertura e chiusura, in violazione della legge regionale del 27 dicembre dello scorso anno che limita e regolamenta le deroghe domenicali». Infatti in un volantino che verrà distribuito a tappeto ai clienti, vi è un invito a riflettere. 

 UN COLPO DI MANO. Così è stato definito dai rappresentanti sindacali il comportamento dei proprietari dei grandi supermercati che scavalcano la competenza regionale per dar vita ad un sistema selvaggio di aperture. «Non penalizza solo i lavoratori del settore, che vedono precarizzarsi ancor più l'occupazione e crescere l'incompatibilità tra i tempi di lavoro e quelli di vita con la propria famiglia, ma si scarica anche sui cittadini ridotti a “consumatori non pensanti” e che alla lunga pagheranno i maggiori costi delle aperture prolungate. Anche perchè - spiega Enrico De Peron della Fisascat - non ci saranno assunzioni di alcun genere e nemmeno tanti soldi da spendere. La crisi ha messi in ginocchio tutti e questo è un dato di fatto incontrovertibile. Inoltre questo atteggiamento fa sì che anche i piccoli supermercati entrino in questo giro per non perdere clienti. Domenica, infatti, si aggiungeranno le aperture di catene come Prix e altre più piccole che non possono permettersi di perdere clienti». 
LA RICHIESTA. «Non possiamo che far fronte unico contro un sistema che condiziona, distorcendolo, l'uso del tempo libero di ognuno: la vita sociale delle persone - affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, riuniti ieri nel corso di una conferenza stampa in via Vaccari- non può ridursi ad essere consumata trascorrendo le domeniche nei centri commerciali». 
ADESIONE ALLO SCIOPERO. I sindacati non fanno stime: «Non possiamo fare previsioni - conclude Marin - anche perchè alcuni lavoratori hanno firmato contratti part- time, che prevedono anche il lavoro domenicale alla luce di leggi approvate alcuni anni fa».

Chiara Roverotto 

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