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Gnk chiude la fabbrica a Firenze: 422 lavoratori a casa con una mail 😡😡😡

 

La multinazionale leader nel settore dell'automotive chiude i battenti, comunicando i 422 licenziamenti e la chiusura del sito tramite una mail. "Vigliaccheria"


Gkn Driveline, ex fabbrica Fiat e ora di proprietà di un fondo statunitense, leader nel settore dell’automotive, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 422 lavoratori a tempo indetermininato. A pesare sulla decisione una serie di fattori: dalla contrazione dei volumi e della domanda, che gli operatori del settore considerano avviata verso un trend ribassista generalizzato, all’effetto pandemia che ha amplificato i processi di cambiamento. Il trend negativo ha mostrato un carattere strutturale e irreversibile, fa sapere l’azienda. La struttura organizzativa del gruppo appare "non più sostenibile". La sede e il sito produttivo di Campi Bisenzio saranno così chiusi e gli esuberi - viene precisato - sono strutturali. Secondo l'azienda, non ci sono le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali per la totale cessazione dell'attività.

Ma a sorprendere sono le modalità comunicative: Gkn driveline, azienda fiorentina che produce componenti meccanici per i motori delle auto, di proprietà di un fondo inglese, acquisita dal 2018 da Melrose, con un altro stabilimento sul territorio italiano a Bolzano, ha licenziato i suoi 422 lavoratori, comunicando la chiusura del sito “per pec, senza nessun preavviso, nemmeno alla Confindustria”, rivela la Fim. "Un comportamento vigliacco, senza rispetto per le persone e per il territorio. Una modalità banditesca - insiste la Fim - della gestione dei rapporti che condanniamo senza appelli".

"Proprio questa mattina l’azienda aveva messo tutti i lavoratori in Par, permesso annuo retribuito, collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c’era nessuno. Da informazioni che abbiamo raccolto pare che l’azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove. Una cosa che non ha nessuna logica - sottolinea la Fim - visto che non poco tempo fa sono stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino".

"Appena abbiamo appreso la notizia lavoratori e sindacato si sono recati in fabbrica e entrati nel sito - riferisce ancora il sindacato - nonostante la presenza della security che però non ha bloccato gli accessi. Ora siamo in assemblea permanente in attesa di decidere le prossime azioni ed evitare che vengano a portare via i macchinari". "Questa bruttissima notizia è l’ennesima vigliacca ferita che subisce il territorio fiorentino che rischia di perdere un’altra importante azienda e lasciare in mezzo ad una strada 422 famiglie, dopo Electrolux di Scandicci e la Bekaert di Figline Valdarno. Come Fim Cisl chiediamo alla Regione di intervenire subito anche attraverso il governo nazionale su questo scempio, è inaccettabile che si licenzi senza motivo e senza preavviso con una e-mail 422 persone".

Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotice e Daniel Calosi, segretario generale Fiom Cgil di Firenze e Prato, appena appresa la notizia hanno dichiarato: "Una doccia fredda terribile questa mattina. La Gkn di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri dipendenti, assumendosi la responsabilità di un enorme danno sociale, lasciando senza lavoro 422 lavoratrici e lavoratori, oltre che economico con conseguenze nefaste per tutto l'indotto".

"Sembra la scena di un film già visto con il caso della Bekaert: una scelta criminale - denunciano i sindacalisti - di una multinazionale che conferma ancora una volta, se c'è ne fosse bisogno, che i datori di lavoro vogliono che il costo di questa crisi ricada sulle persone che per vivere devono lavorare. Un comportamento intollerabile, anche alla luce dell'avviso comune firmato dalle parti sociali e dal Governo lo scorso 29 giugno e dei meccanismi di gestione delle crisi previsti dalla legge e dal contratto nazionale".

"Come Fiom- Cgil chiariamo subito che non firmeremo alcun licenziamento: non possiamo accettare che si consumi l'ennesimo dramma sociale che, inoltre, avrebbe importanti ripercussioni per tutto il tessuto economico e produttivo fiorentino che non può permettersi di incassare l'ennesimo attacco alle sue professionalità e non può accettarlo tutta la comunità fiorentina, dai cittadini alle istituzioni politiche e sociali. Per questo - concludono - chiediamo all'azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l'attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente e alle Istituzioni politiche la convocazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo, coinvolgendo la Regione Toscana e gli enti locali”.

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